Les Passages _ Tassel

solo exhibition

 

OPENING

1 giugno 2016 — ore 18.00

EXHIBITION

2 —15 giugno 2016

CONTACT

T.+32 484610038

T.+39 3929756467

T.+ 39 3477892455

gallery@peteriancovich.com

ale@spigai.eu

LOCATION

exceptionally open

HÔTEL TASSEL

6, Rue Paul Emile Janson

1000 Bruxelles, Belgio

 

 

Inaugura il 1 giugno a Bruxelles, presso Hôtel Tassel, la mostra personale di Alessandra Spigai dal titolo Les Passages_Tassel.

La mostra presenta lavori sui temi di ricerca sviluppati nel corso degli ultimi due anni di lavoro dell’artista.

 

L’allestimento dell’esposizione, realizzato in situ da Alessandra Spigai negli spazi del prestigioso Hôtel Tassel, trae ispirazione dai dettagli architettonici, le sinuosità e le linee avvolgenti dell’esemplare decorazione Art Noveau progettata da Victor Horta alla fine del XIX secolo, rielaborandoli attraverso i propri concetti di ricerca nel suo atelier di Trieste. L’eccezionalità della location, protetta dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità, e chiusa al pubblico da anni, rende quindi l’esposizione di Alessandra Spigai un evento importante sotto più aspetti.

 

I passaggi, intesi come varchi, come momenti di evoluzione, sono temi chiave nell’opera di Spigai.
Il titolo della mostra - Les passages - racchiude una lettura multimensionale. È passando da una stanza all’altra, che si srotola un primo percorso ambientale, intrecciandosi ad un percorso tra le opere, a loro volta collegate da un palpabile senso di crescita e di discesa nell’intimo, per terminare infine nella percezione di passaggio di cambiamento interiore. Attraverso una liberissima alternanza di media diversi, in cui la scultura dialoga con la pittura, con l’installazione e il video, Alessandra Spigai si impegna a esprimere il suo personale concetto di trasmutazione continua e sviluppo interiore, fino a sfiorare suggestioni esoteriche come terreno privilegiato di indagine per la sua pratica. Si possono trovano nelle opere tracce di porte ermetiche, di iniziazioni alchemiche, simboli/varchi che arricchiscono la ricerca della verità interiore, e lo fanno sempre attraverso passaggi, fasi temporali, da oltrepassare per divenire altro, il nuovo.

 

 

 

 

La ragione della porta è il cambiamento di stato.

 

Attorno alla parola “porta” gira un universo linguistico direttamente proporzionale alla sua importanza simbolica.

La rappresentazione dell’apertura e la sua considerazione come luogo del cambiamento di stato conducono il simbolo “porta” a rappresentare molto di più del passaggio materiale e divenire di conseguenza anche simbolo della nuova nascita, dell’iniziazione, dell’evoluzione fisica, psichica e spirituale, della conoscenza assoluta, dell’estasi mistica, della realizzazione della pienezza dell’esistenza umana. Varcare la soglia, per gran parte delle tradizioni spirituali d’Oriente e d’occidente, nel loro mondo rituale, significa riunirsi ad un mondo nuovo, e il passaggio tra due livelli, il noto e l’ignoto, il profano e il sacro.

La rivelazione del sacro avviene sempre attraverso un varco che si apre in uno spazio del non essere. Un’imposizione di ordine che penetrando lo spazio, lo scandisce.

Il “cambiamento di stato” é sotteso in tutte le metafore che usano il sema porta, é il cambiamento di stato che é in definitiva la ragione della porta.

In questo svolgersi fluttuante dell’essere, che diviene altro per giungere al varco e subito dopo oltrepassato é nuovamente altro da sé, l’uomo é de-forme. La deformità su molti piani é necessaria all’evoluzione, in quanto de- forme significa proprio l’allontanamento, quindi la mancanza, della forma naturale. Ma la forma naturale non esiste statica, il cambiamento pervade ogni essere, pertanto nell’attimo del cambiamento, non esiste la forma precedente, ne esiste una successiva. In questo modo la deformità é cambiamento. Per l’evoluzione é necessaria la de-formità, i passaggi ne sono il ritmo.

 

© 2009-2016 ALESSANDRA SPIGAI