© 2009-2018 ALESSANDRA SPIGAI

VARIANT n.∞

 

Una tappa recente e fondamentale del mio lavoro artistico è avvenuta lo scorso anno, quando mi sono avvicinata per la prima volta a letture di scienza contemporanea, nello specifico di fisica meccanica quantistica di Carlo Rovelli. La mia concezione della vita ( e di conseguenza della mia espressione artistica) ha avuto un cortocircuito ed ho compreso per la prima volta chiaramente cosa intendevo esprimere (seppure senza una conoscenza e una volontà chiara) nella mia intera produzione artistica, anche negli anni passati.

 

Partendo dalle proprietà quantistiche dello spazio e del tempo, cioè la “gravità quantistica”, mi ha totalmente affascinato il concetto in cui il tempo universale si è frantumato in una miriade di “tempi propri”(teoria del loop). Ciascuno di questi tempi “fluttua” sparso come in una nuvola e può aver solo certi valori e non altri.

Altro concetto che ho raccolto dalla fisica è che il tempo sia “granulare” e non continuo. Secondo la quantizzazione del tempo questo implica che quasi tutti i valori del tempo t non esistono. E che il tempo non abbia una durata continua, ma discontinua. Come qualcosa che in una certo senso salta, da un valore all’altro.

La conoscenza della Teoria della Indeterminazione (non è possibile prevedere in modo esatto dove apparirà un elettrone) infine, ha determinato in me la necessità di rappresentare la “fluttuazione”. Ogni cosa infatti può essere in una “sovrapposizione” di configurazioni diverse. Il tempo che si dilata, ad esempio, dobbiamo immaginarlo in una sfocatura di possibilità di configurazioni di spazitempi diversi. Allo stesso modo fluttua la struttura dei coni-luce che in ogni punto distingue passato, presente, futuro.

Anche la distinzione fra presente, passato e futuro diventa quindi fluttuante, indeterminata. Come una particella può essere diffusa nello spazio, così la differenza fra passato e futuro può fluttuare: un avvenimento può essere insieme prima e dopo un altro.

 

Prima di incontrare ed approfondire questi temi, nel 2016 ho esposto a Bruxelles una serie di opere, Les Passages, tra le quali i dipinti in cui mi sono immaginata dei “passaggi”, ovvero personaggi di ogni tempo e luogo che si “concretizzavano” nel passaggio attraverso una porta bianca su fondo nero.

Ritratti più o meno evanescenti attraversano le porte bianche, ne giungono sulla soglia, a volte fermandosi, a volte passando direttamente altrove.

Questi personaggi provengono da tempi e luoghi diversi, come si fermassero dal loro eterno fluttuare in altre dimensioni di tempo, affacciandosi, approdando. L’atto del “varcare una soglia” ha il significato anche di riunirsi ad un mondo nuovo e la porta rappresenta la separazione o la comunicazione tra i due ambiti, non solo come identificazione dello spazio fisico che delimita l’esterno dall’interno o viceversa, ma anche come passaggio tra due livelli: il noto e l’ignoto, il passato e il futuro. Solo recentemente, dopo l’incontro con le teorie della fisica quantistica, ho realizzato quanto la mia intenzione artistica di allora fosse coincidente con la scienza.

 

La serie Les Passages continua ancora, ad essa  si è affiancata una serie più recente in cui la tecnica e il medium vanno in secondo piano, e il concetto di VARIANTE spazio temporale diventa la principale spinta artistica . Nasce Project_ Variant n.∞, progetto in cui la pittura, la scultura, la fotografia e l’elaborazione digitale, si accavallano mescolandosi o alternandosi per rappresentare le varianti di futuro possibile, in cui, in modo indeterminato e granulare, creature viventi si “affacciano” alle porte, provenendo da altro luogo/tempo (che è nero solitamente, bianco raramente) e si “formano” in un immagine. Immagine che può essere in tre dimensioni (veri e propri ritratti scultorei, o sculture in divenire, in cerca di una forma definita). Oppure in due dimensioni pittoriche o in immagini fotografiche (nuove e antiche) sovrapposte o che si stanno “formando” o frammentizzando sotto i nostri occhi.

Nascono una serie di lavori in cui affronto la ricerca del divenire del tempo e delle realtà che noi conosciamo con i nostri sensi, attraverso le sovrapposizioni fluttuanti del tempo, e le possibilità di futuro.

 

Il lavoro concreto parte dalla ricerca attraverso l'albero genealogico della mia famiglia, ho iniziato anni fa un percorso all'indietro nel tempo, raggiungendo parenti lontani e le fotografie che potevano fornirmi, sia dal lato paterno che dal lato materno. Con le fotografie rappresentative dei miei antenati ho ragionato sulle possibilità che ognuno di loro intrecciasse la sua vita con altre persone o con altre situazioni e che di conseguenza il tempo successivo ( e la discendenza famigliare) cambiasse. Ho immaginato che le numerose differenti possibilità di vita  (varianti) di ognuno di loro si potessero rappresentare come alternative, e si affacciassero ad una "stanza virtuale", confrontandosi.

La stanza virtuale è realizzata in digitale, le fotografie su carta sono state fotografate e inserite nel file, perdendo quindi la intrinseca caratteristica di oggetti antichi, entrando nel mondo del digitale. La loro esistenza, in alcune varianti modificata, ribaltata, ingrandita, tagliata, galleggia nella stanza digitale e si raccoglie in una "nuova variabile di realtà". Il file così composto viene poi bloccato, certificato, e fissato e finalmente stampato, su carta fine art in due misure. Ogni copia delle 10 di ogni opera è firmato e garantito nella numerazione.

 

Del progetto, inedito, pubblico qui sotto due immagini.